domenica 23 agosto 2015

Il vescovo Ivo Muser prende posizione contro la domenica lavorativa difendendo la libertà dalla logica del consumo.



Ecco il testo del comunicato
La diocesi raccoglie l'invito del Papa e lancia un appello "per non sottomettersi alla logica dell'attività febbrile
"Nell’udienza generale del 12 agosto 2015 Papa Francesco ha detto: “Non possiamo divenire schiavi del lavoro. L’ossessione del profitto economico e l’efficientismo della tecnica mettono a rischio i ritmi umani della vita, perché la vita ha i suoi ritmi umani.
Il tempo del riposo, soprattutto quello domenicale, è destinato a noi perché possiamo godere di ciò che non si produce e non si consuma, non si compra e non si vende. Il tempo della festa è sacro perché Dio lo abita in un modo speciale.”
Già da anni assistiamo ad una strisciante, crescente e tacita svalutazione della cultura della domenica e dei giorni di festa. La discussione sull’apertura dei negozi del 15 agosto, Solennità dell’Assunzione in cielo di Maria, mi obbliga ad un nuovo appello indirizzato in modo particolare ai negozianti, ai responsabili politici e non per ultimo a tutti noi.
Con profonda convinzione chiedo di esporsi per un chiaro impegno verso “Il tempo della Festa” (Papa Francesco), perché la domenica e i nostri giorni di festa, liberati dal lavoro non necessario, hanno un valore inestimabile da riscoprire e tutelare, anche contro ogni resistenza e interesse privato, poiché apportano all’intera società un vantaggio.
Abbiamo bisogno della domenica e dei nostri giorni di festa con le loro opportunità sociali, familiari, culturali e religiose. Come persone abbiamo bisogno di qualcosa in più perché siamo più di ciò che consumiamo, di ciò che guadagniamo, di attività febbrile e di operosità senza pausa.
La persona non può essere ridotta al fare, al consumo e all’avere. Abbiamo bisogno di qualcosa in più del tempo libero privato.
Attraverso la tutela pubblica della domenica e dei giorni festivi ne guadagniamo tutti. Nella Lettera pastorale del 22 febbraio 2012 ho scritto: “Il vero indebolimento delle opzioni umane e religiose è sottomettere tutto il tempo al profitto e al consumo.
Ritengo un compito primario della Chiesa quello di aiutare a vivere i giorni santi, le feste e soprattutto la domenica.
Il mio sincero grazie va a tutti coloro che vanno contro corrente e che dicono No in maniera convita a questa trasformazione, perché di fatto ci sta a cuore un Sì: un Sì alla persona, alla famiglia, alla comunità, alla creazione, alla nostra cultura e alla nostra convinzione di fede".
17-08-2015
Da ALTO ADIGE online

lunedì 30 marzo 2015

"VITE IN SCATOLA- L'inchiesta sui più potenti business del commercio . Ipermercati, Centri commerciali, discount e la nota multinazionale svedese"



Dalla quarta di copertina: "Forse nessuno prima d’ora aveva osato pubblicare in un saggio come questo, parlando in modo approfondito dei super e ipermercati, degli outlet e di Ikea: una sconvolgente inchiesta sul tema della Grande Distribuzione Organizzata (Gdo). 
Paola Simona Tesio e Davide Pelandaci hanno provato sviluppando un’indagine organica durata oltre sei anni. Grazie soprattutto alle numerose testimonianze di amici e conoscenti che, pur rimanendo anonimi, lavorano dentro queste scatole tutti i giorni dell'anno: donne e uomini, madri e padri di famiglia che hanno fornito agli autori materiale umano per sviluppare al meglio l’argomento.
Davide Pelanda ha messo in campo la sua ricerca da studioso e pur non essendo un esperto delle Gdo è riuscito a svolgere un difficile lavoro di documentazione, di analisi e di denuncia evidenziando le criticità del sistema italiano come se le avesse vissute in prima persona. Paola Simona Tesio ha invece portato un contributo personale, in gran parte incentrato su Ikea, avendoci lavorato per quasi dieci anni.
In quel periodo ha osservato la realtà dal di dentro, non semplicemente come dipendente, bensì con il suo sguardo critico da giornalista.

Nella sua analisi svela gli episodi più degradanti e tra le righe propone la risoluzione delle problematiche attraverso l’etica in azienda. Il lavoro “in tandem” dei due giornalisti si è rivelato vincente: al compito dello studioso si affianca quello di chi ha operato in prima persona sperimentando sulla propria pelle cosa significa vivere, lavorare e soffrire all’interno di una grande catena distributiva.
Mai collaborazione fu più azzeccata!
Il titolo “Vite in scatola” racchiude in modo esemplare l’intero contenuto del saggio: supermercati, ipermercati ed Ikea, deserti di mercificazione del capitale e luoghi “usa e getta della vita infelice”
MJM Editore Srl

giovedì 18 dicembre 2014

IL GOVERNO ORBAN DIFENDE LE PICCOLE IMPRESE UNGHERESI: IPERMERCATI E CENTRI COMMERCIALI CHIUSI LA DOMENICA, I NEGOZI NO.



La coalizione di governo ungherese non cessa di stupire e anche questa volta è riuscita nell’intento di far approvare una legge che introduce delle misure per proteggere i piccoli commercianti dallo strapotere dei supermercati e dei centri commerciali.
E a tale proposito pochi giorni fa è stata approvata dal parlamento ungherese una legge che disciplina la chiusura domenicale di negozi e supermercati, misura che è stata proposta dai cristiano democratici del KDNP, il partner di coalizione della Fidesz, il partito governo.

Tale proposta entrerà in vigore il 15 marzo 2015 ed è piuttosto interessante in quanto va controcorrente rispetto ai provvedimenti adottati in altri paesi europei in tema di apertura domenicale, come ad esempio l’Italia.
Tale legge prevede che a dover restare chiusi la domenica saranno i negozi di dimensioni superiori ai 200 metri quadrati, ad eccezione di quelli il cui personale attivo la domenica è un proprietario per almeno il 20% o un membro della famiglia dei proprietari.

Gli orari di apertura saranno comunque limitati dalle 6 del mattino alle 22 durante tutta la settimana e tutti i negozi di retail saranno autorizzati a restare aperti nelle 4 domeniche che precedono il Natale, dalle 6 del mattino alle 22 e in un’altra domenica aggiuntiva, a scelta del proprietario.
Il 24 e il 31 dicembre i punti vendita potranno restare aperti dalle 6 del mattino fino al pomeriggio. Un’altra eccezione sarà vigente per le panetterie, che potranno stare aperte dalle 5 del mattino a mezzogiorno la domenica e negli altri giorni festivi e dalle 5 alle 22 negli altri giorni. 
Quelli che vendono solo pane e latticini possono aprire alle 5 del mattino anche durante la settimana. Fiorai e giornalai possono aprire la domenica dalla mattina alle 6 fino a mezzogiorno. 
La legge stabilisce inoltre che il governo sia autorizzato a regolare gli orari per casi singoli in caso di speciali ambienti locali, nel caso di località turistiche, ma anche in base a numero di dipendenti, di abitanti e di trend della zona.
Come è facile immaginare, nel mirino ci sono i grossi supermercati Tesco e Spa, mentre saranno pressoché indenni alcune catene di retail ungheresi come i minimarket Coop, Real e gli altri a conduzione familiare.

Anche CBA, la principale insegna nazionale del retail, è interessata dalla legge, perché quasi tutti i suoi punti vendita superano i 200 metri quadrati anche se non dovrebbe avere grossi problemi visto che le persone non potranno più fare la spesa negli ipermarket dove il flusso si concentra sulla domenica.
Com’è possibile vedere ancora una volta la coalizione di governo ungherese dimostra di avere a cuore gli interessi dei cittadini e delle piccole imprese e non esita a far passare leggi che limitano il potere delle multinazionali.
Ovviamente una legge simile dovrebbe essere introdotta anche in Italia ma questo non avverrà mai visto che le lobby della grande distribuzione (che includono le coop rosse) farebbero di tutto per bloccarla e quindi ciò che sta avvenendo in Ungheria per noi resterà solo un bel sogno.
Fonte: www.ilnord.it